Testa di mulo bacchico ornamento di poggiatesta di letto tricliniare

Testa di mulo bacchico ornamento di poggiatesta di letto tricliniare

Testa di mulo bacchico ornamento di poggiatesta di letto tricliniare (11774)

Com’è noto, i romani usavano banchettare distesi su appositi letti, detti lecti tricliniares. Erano in genere composti da quattro alte gambe sagomate, un telaio rettangolare con doghe in legno o reti in stringhe di cuoio intrecciate e una testiera con spalliere di forma sinuosa che impedivano ai materassi di spostarsi e ai cuscini di cadere. Le spalliere erano rivestite da lamine in bronzo, dette fulcra, che nella parte superiore erano spesso decorate con teste di animali. La soluzione più diffusa, citata anche da Giovenale, era la testa di mulo, di cui l’esemplare da Concordia rappresenta uno splendido esempio. Il mulo, reso con tratti vivaci, ha le froge dilatate e la bocca semiaperta, quasi stesse ridendo; porta una corona di edera e pampini e, annodata attorno al collo, una pelle di leopardo. Tutti questi elementi rimandano chiaramente al mondo di Dioniso, dio del vino e dell’ebbrezza, che ben si addiceva ad essere celebrato nel corso dei banchetti.

Informazioni tecniche

  • Tipologia
  • Ambito Disciplinare

L'oggetto nel museo

Percorsi

Paesaggi sonori del Veneto orientale

Paesaggi sonori del Veneto orientale

TINTINNABULUM Gli antichi romani impiegavano questo termine onomatopeico per definire lo strumento, evocandone il suono attraverso il nome. Sono strumenti auto-risonanti (idiofoni), generalmente realizzati in metallo (mediante fusione o battitura), con forme e spessori che vanno ad influire sul suono prodotto: tonale – una nota – o bitonale – due note contemporaneamente e così via. […]

Ultimo aggiornamento: 06/05/2026, 20:46