Sarcofago di Firmina (405)
Il sarcofago di Firmina, facoltosa concordiese di origine servile vissuta tra il II e la metà del III secolo d.C., rientra nel tipo che per la sua forma viene comunemente detto “a cassapanca”. Il coperchio riproduce un tetto a doppio spiovente, rivestito di tegole e coppi e dotato di 4 acroteri, elementi decorativi che ornavano gli angoli dei tetti degli edifici monumentali antichi. La parte posteriore del coperchio, tuttavia, non è lavorata: non essendo visibile a chi percorreva la strada principale che attraversava la necropoli, la decorazione di questo lato dell’arca risultava infatti superflua e inutilmente dispendiosa. Era invece importante che i passanti potessero leggere il nome della defunta per far rivivere il suo ricordo; sulla fronte del sarcofago dunque compare l’iscrizione voluta da Firmina, inserita in un riquadro sorretto da due eroti alati. Il testo recita “Firmina viva fecit sibi” ed indica che la donna pianificò di persona la propria sepoltura mentre era ancora in vita.