Iscrizione in greco di Aurelios Bassos (303)
L’iscrizione in greco, prelevata dalla fronte di uno dei sarcofagi del Sepolcreto dei Militi, ricorda Aurelios Bassos, che si definisce “neophotistos”, ossia battezzato da poco. L’uomo era originario del villaggio di Zophea, nel territorio di Apamea, importante città della Siria occidentale; faceva dunque parte della popolosa comunità di mercanti siriani che tra la seconda metà del IV e i primi decenni del V secolo d.C. si era insediata a Concordia e portava avanti fiorenti attività commerciali, grazie anche alla presenza di truppe da rifornire con beni di prima necessità e derrate alimentari.
Il nome Aurelios rappresenta un omaggio all’imperatore Caracalla, salito al trono con il nome di Cesare Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto, che nel 212 d.C. aveva concesso la cittadinanza a tutti gli abitanti delle province dell’Impero. L’utilizzo della lingua greca, sconosciuta agli scalpellini concordiesi e quindi trascritta in modo incerto, e il richiamo al paese natale testimoniano invece un certo orgoglio per le proprie origini e la volontà di mantenere un legame con la propria madrepatria.